Se c'è un artista che incarna la nuova atmosfera di espressione creativa senza inibizioni nella musica elettronica moderna, quell'artista è sicuramente Kuedo.
Dopo essersi fatto conoscere come parte dell'acclamato duo Vex'd, la cui brutale interpretazione del Dubstep ha aiutato a definirlo nei suoi primordi, la reinvenzione di Jamie Teasdale sotto lo pseudonimo di Kuedo ha lasciato tutti senza fiato. I suoi primi lavori sotto tale alias, come l'acclamato 'Starfox' su Planet Mu, erano colorati e caldi, giocosi ed esuberanti, e interpretavano perfettamente quel nuovo senso di libertà trovato sfuggendo alle restrittive e spesso insensate nozioni di 'genere'. Lungi dal dormire sugli allori, nelle sue uscite successive ha continuato a sviluppare ed evolvere il suo suono, fino al culmine del recente album di debutto 'Severant'. Più introspettivo e malinconico dei suoi precedenti lavori, i suoi paesaggi sonori emotivi e alla Blade Runner rappresentano il mondo futuristico e fantascientifico in cui vive e che ha creato lui stesso.
Anche i suoi set riflettono la gamma fortemente varia di influenze e ispirazioni: il rap più intransigente di Atlanta e il footwork affiancano colonne sonore anni '80 a base di synth, elementi disco e dall'universo musicale post-dubstep, il tutto assemblato con apparente facilità. Ciò che definisce Kuedo è, paradossalmente, l'impossibilità di definirlo. Un uomo del rinascimento per la musica elettronica e oltre.




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